semicerchio okpng Un Consiglio per due: la coesistenza tra eletti e sorteggiati


Questo progetto ricalca esattamente la nostra omologa proposta per il Parlamento Nazionale.

Le premesse sono le stesse e l’idea è adattata al contesto: si prevede un sistema misto che unisca la pratica dell’elezione a quella del sorteggio per selezionare i membri del Consiglio comunale. Anche le due ipotesi per raggiungere tale obiettivo rimangono invariate:

La prima è quella promossa da alcuni studi scientifici condotti da cinque professori dell’Università di Catania, che dimostrano due cose:

  1. che l’efficienza generale di un’Assemblea aumenta se al suo interno sono presenti alcuni membri scelti casualmente, indipendenti dalle forze politiche
  2. che esiste un “numero aureo” di membri sorteggiati da un bacino di cittadini precedentemente formati che ottimizza l’efficienza dell’Assemblea e che tale numero può essere stabilito soltanto dopo che sono stati stabiliti i numeri della maggioranza e della minoranza attraverso le elezioni. 

Per conoscere gli studi condotti dai professori Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda, Cesare Garofalo, Salvatore Spagano e Maurizio Caserta, è possibile scaricare

  • qui il loro primo articolo accademico in lingua inglese, intitolato “Accidental Politicians: How Randomly Selected Legislators Can Improve Parliament Efficiency”, risalente al 2011
  • qui il loro libro in italiano intitolato Democrazia a Sorte. Ovvero la sorte della democrazia, pubblicato nel 2012
  • qui il loro più recente articolo accademico in lingua inglese, intitolato The fallacy of representative democracy and the random selection of legislators, del 2017
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La seconda ipotesi è invece quella di ripartire i seggi tra eletti e sorteggiati in base a quanti cittadini aventi diritto al voto si recano alle urne. Le espressioni matematiche adottate sono le seguenti:

Dati

S = seggi, V = votanti sul totale degli aventi diritto, E = eletti, SO = sorteggiati

Formule

S x V = E

S - E = SO

Per rendere le cose più comprensibili, facciamo un esempio: prendiamo un Consiglio comunale di 30 membri. Se alle elezioni votano circa i tre quarti degli aventi diritto, i consiglieri eletti sono 30 × ¾ = 22. Gli altri seggi (30 - 22 = 8) sarebbero sorteggiati da un campione molto ampio di cittadini precedentemente formati, che rappresenti la complessità della società: ad esempio, 3 uomini e 5 donne.

Qui un articolo del professor Renzo Rosso sul blog de Il Fatto Quotidiano che spiega questa proposta.

Come si vede, le due proposte hanno come punto centrale in comune il fatto che il numero di cittadini sorteggiati all’interno dell’Assemblea possa essere deciso soltanto dopo le elezioni. Ciò che le differenzia, al contrario, è come questo numero debba essere ottenuto; se tramite un corrispondente numero aureo o un’operazione matematica.